Rym Ghazal: Women Who Marry Foreigners In Saudi (Italian Translation)

photocredittaraummomarLost In translation: Women Who Marry Foreigners In Saudi
Rym Ghazal
The National
21 February 2013

Should nationality be a factor when you’re looking for love? For many, it is.

Five years ago, when my Saudi friend Nouf decided to marry a non-Saudi, she was warned that her husband and her children would “forever be foreigners” in Saudi Arabia. They’d require visas for the rest of their lives to stay with her.

But Nouf, which is not her real name, went ahead and got married to an Arab national from the Levant anyway.

“I just couldn’t find a suitable Saudi man to marry, and I was over 30,” she said recently. “Saudi men usually want someone younger and someone within the family. It is very difficult to find someone who understands and loves you.”

And like many who I know who married outside their nationalities, particularly Gulf women who married non-Gulf men, it turned out to be a bigger sacrifice than they ever imagined. In Nouf’s case, I watched as our Saudi friends shunned her and slowly cut her off from their social gatherings and special occasions.

Her husband is actually from a richer family than Nouf’s, but because he was not Saudi and not from a famous pedigree, she had fallen in their eyes and was forever “lost”.

Nouf’s experience isn’t unique. According to a report published in the Saudi Gazette, out of the nearly 163,000 marriage contracts signed by courts in Saudi Arabia in 2011, almost 2,000 were issued to Saudi women who married non-Saudi males, and 2,640 contracts were issued to Saudi men marrying non-Saudi women.

Yemeni men topped the list of non-Saudi men married to Saudi women at 456, followed by Kuwaitis (351), Qataris (247), Syrians (149), Emiratis (124), Egyptians (111), Lebanese (66) and Pakistanis (46).

As if life wasn’t hard enough after she married out of her nationality, Nouf experienced an entirely new level of frustration when she had her first child. The happiest moments were turned into logistical and bureaucratic nightmares.

When Nouf wanted to visit me one weekend, it hit her hard that she couldn’t just bring her baby; the child requires a visa to visit the UAE while she doesn’t. What might sound like an inconvenience to most expatriates was a painful reminder for a woman like Nouf. It was a concrete example of the limitations she and her child face.

The UAE has moved in the other direction. It was truly a historic moment last year, when a presidential decree granted Emirati citizenship to children of Emirati women married to non-Emirati men. Though women must still apply for this right, and wait for approval, at least a process is in place.

Saudi women had hoped they’d received similar news on Saturday, when a story posted by Al Arabiya made the rounds on social networks, claiming similar maternity benefits. Instead, Saudi women like Nouf had been misled by a poor translation.

A correction appended to the article reads: “Due to a flaw in translation, the word ‘rights’ was omitted from the English version of what appeared in Al Riyadh newspaper. As such earlier versions of this story insinuated that Saudi women can pass the ‘citizenship’ to their children from non-Saudi husbands; however, this has been rectified to say ‘citizenship rights’ (which gives children from Saudi mothers rights to work and abide in Saudi Arabia).”

The disappointment among my own circle of friends married to non-Saudis was deep, but some were happy that at least now they would be able to sponsor their children and husbands.

Still, this is not enough for many. Saudi women need to obtain permission from the interior minister to marry a foreign national. Unfortunately, this can take a very long time and so many end up getting married without this piece of paper.

The decree announced on Saturday may be a step in the right direction. Some day, perhaps, the crush of paperwork and indignation will subside. And Nouf will never have to wonder if life would have been easier if she’d married a Saudi.

Rghazal@thenational.ae
On Twitter: @Arabianmau

Photo Credit: Tara Umm Omar

_____BEGIN ITALIAN TRANSLATION_____

Lost In Translation: Donne Che Sposano Stranieri In Arabia Saudita
Rym Ghazal
The National
21 Febbraio 2013
Traduzione Italiana di A. P.

La nazionalità dovrebbe essere un fattore da prendere in considerazione quando si cerca l’amore? Per molti sì.

Cinque anni fa, quando la mia amica saudita Nouf ha deciso di sposare un non-saudita è stata avvertita che suo marito e i suoi figli sarebbero stati “stranieri per sempre” in Arabia Saudita. Avrebbero avuto per il resto della loro vita bisogno di un visto per stare con lei.

Ma Nouf, che non è il suo vero nome, ha tirato dritto e si è comunque sposata con un arabo del Levante.

“Non riuscivo proprio a trovare un saudita giusto da sposare, e avevo più di 30 anni”, ha detto recentemente. “Di solito i sauditi vogliono donne più giovani e della cerchia familiare. E’ molto difficile trovare qualcuno che ti capisca e ti ami”.

E come per molte altre che conosco che hanno sposato uomini di un’altra nazionalità, in particolare donne del Golfo che hanno sposato uomini non provenienti dal Golfo, la scelta si è rivelata un sacrificio più grande di quanto avessero mai immaginato. Nel caso di Nouf, ho visto i nostri amici sauditi evitarla e un po’ alla volta tagliarla fuori dai loro incontri e dalle occasioni speciali.

Suo marito proviene in realtà da una famiglia più ricca di quella di Nouf, ma poiché non era saudita ed era sprovvisto di un pedigree famoso, ai loro occhi lei era scaduta e “persa” per sempre.

L’esperienza di Nouf non è unica. Secondo un rapporto pubblicato da Saudi Gazette, dei circa 163.000 contratti di matrimonio firmati dai tribunali in Arabia Saudita nel 2011, quasi 2.000 sono stati rilasciati a donne saudite che sposavano non-sauditi, e 2.640 contratti sono stati rilasciati a uomini sauditi che sposavano donne non-saudite.

In cima alla lista degli uomini non-sauditi sposati con saudite ci sono gli yemeniti (456), seguiti dai kuwaitiani (351), qatariti (247), siriani (149), emiratini (124), egiziani (111), libanesi (66) e pakistani (46).

Come se la sua vita non fosse stata abbastanza difficile per essersi sposata con uno straniero, Nouf ha sperimentato una nuova frustrazione quando ha avuto il suo primo figlio. I momenti più felici si sono trasformati in incubi logistici e burocratici.

Quando Nouf ha voleva venire a farmi visita un fine settimana, è stata duramente colpita dal fatto che non poteva portare suo figlio; il bambino necessita di un visto per visitare gli EAU, mentre lei no. Quello che potrebbe sembrare un inconveniente alla maggior parte degli stranieri, per una donna come Nouf è stato un doloroso promemoria. É stato un esempio concreto delle limitazioni che incontrano lei e suo figlio.

Gli EAU si sono mossi nell’altra direzione. L’anno scorso è stato davvero un momento storico quando un decreto presidenziale ha concesso la cittadinanza emiratina ai figli di donne degli Emirati sposate con non-emiratini. Sebbene le donne debbano ancora fare domanda per godere di questo diritto e attendere l’approvazione, almeno è stato avviato il processo.

Sabato le donne saudite hanno sperato di aver ricevuto una notizia simile, quando una storia pubblicata da Al Arabiya ha fatto il giro dei social networks, affermando l’esistenza di analoghi diritti per le madri. Invece le donne saudite come Nouf sono state indotte in errore da una traduzione poco accurata.

Una correzione aggiunta in calce all’articolo recita: “A causa di una traduzione difettosa, la parola ‘diritti’ è stata omessa dalla versione in inglese dell’articolo apparso nel quotidiano Al Riyadh. In questo modo, la precedenti versioni di questa storia insinuavano che le donne saudite possono trasmettere la ‘cittadinanza’ ai figli avuti da mariti non-sauditi; tuttavia, la traduzione è stata rettificata in ‘diritti di cittadinanza’ (il che significa per i figli nati da madri saudite i diritti di lavorare e vivere in Arabia Saudita)”.

La delusione nel giro delle mie amiche sposate con non-sauditi è stata grande, ma alcune sono state contente del fatto che almeno adesso possono sponsorizzare i loro figli e mariti.

Tuttavia, per molte questo non è sufficiente. Le donne saudite debbono ottenere il permesso dal ministero dell’interno per sposare uno straniero. Purtroppo questo può richiedere molto tempo, così molte finiscono per sposarsi senza questo pezzo di carta.

Il decreto pubblicato sabato potrebbe essere un passo nella direzione giusta. Un giorno, forse, la mole di scartoffie e l’indignazione scemeranno. E Nouf non dovrà mai domandarsi se la vita sarebbe stata più facile se avesse sposato un saudita.

taraummomarsignature1

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Published by

Tara Umm Omar

American married to a Saudi.

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