Saudi Arabia Abduction Cases: Ginger Mayes And Zarminah Al-Rabiah (Italian Translation)

Ginger Mayes, right, and her daughter Zarminah Al-Rabiah, 20, at Sea-Tac Airport on Tuesday. Mayes brought the stuffed gorilla as a present. (ALAN BERNER / THE SEATTLE TIMES)
Ginger Mayes, right, and her daughter Zarminah Al-Rabiah, 20, at Sea-Tac Airport on Tuesday. Mayes brought the stuffed gorilla as a present. (ALAN BERNER / THE SEATTLE TIMES)

Italian translation by A.P. added to Interview With Kristine Uhlman UmHani http://wp.me/pIvgV-NB. Tara Umm Omar

Mom Reunites With Daughter Spirited Away Nearly 14 Years Ago
By Sara Jean Green
Seattle Times staff reporter
12 December 2007

The airport reunion Tuesday afternoon was the first time Ginger Mayes had seen her daughter in nearly 14 years, since the day her ex-husband spirited…

The moment she spotted the young woman in the puffy silver jacket, Ginger Mayes screamed her daughter’s name and rushed the escalator, oblivious of the other passengers streaming into the baggage-claim area at Seattle-Tacoma International Airport.

Zarminah Al-Rabiah stepped off the escalator and into her mother’s arms. The women clutched each other in a minutes-long hug, sobbing and then laughing.

The airport reunion Tuesday afternoon was the first time Mayes had seen her daughter in nearly 14 years, since the day her ex-husband spirited Zarminah, her older sister and younger brother away to Saudi Arabia.

“Oh, baby, oh my baby, oh my God, you’re beautiful,” Mayes said, standing before her 20-year-old daughter.

“Oh, Mama,” Zarminah replied. “I love you, Mom.”

Though tired from her 24-hour journey from Bahrain via London, Zarminah — dressed in the silver jacket, jeans and a pair of peep-toe pumps — couldn’t hide her happiness at being home in the United States.

“I’m so happy — it’s like freedom, you know?” said Zarminah, who plans to live with her mother.

“I never had freedom there. I’ve been wearing that black thing for 14 years … and I just want to walk without the abaya,” Zarminah said, referring to the traditional garment Saudi women must wear in public in accordance with Islamic laws of modesty. “I will respect Islam, but I don’t have to cover up.”

According to the U.S. Department of Justice, family members abduct more than 200,000 American children each year, though it’s unclear how many are taken overseas. And while more than 60 countries are parties to the Hague Convention on International Child Abduction — which gives parents a legal mechanism to reunite with their children — Turkey is the only Muslim country to participate.

Mayes, 49, of Lynnwood, said she fell in love with her ex-husband in Norfolk, Va., where she was working and he was stationed with the Saudi Arabian navy. They married and their first daughter, Rimah, was born in 1984 in Montana.

Her ex took Rimah back to Saudi Arabia when the girl was 2, leaving behind Mayes, who was pregnant with Zarminah.

Zarminah was born in 1987; two years later, Mayes agreed to give the marriage another chance and moved to Saudi Arabia with Zarminah and her two daughters from her first marriage. While there, she gave birth to a son, Abdulaziz.

According to Mayes, an American TV reporter and three Navy Seals helped her escape from Saudi Arabia with her five children in 1991. She divorced her husband the following year. Then, one day in June 1994, when Mayes was out shopping in Helena, Mont., a family member took $500 in payment from her ex and led him to the children, who were hiding out with a family friend, she said. He took his three children back to Saudi Arabia.

Mayes said she had no idea where her children were until 2005, when she met a man in Bahrain online who had a nephew in Saudi Arabia. The nephew turned out to be friends with Mayes’ son and passed along a phone number.

Rimah is now married and living with her husband and infant son, Mayes said. Abdulaziz is finishing high school but also plans on reuniting with his mother, who works at the Toys R Us store at Northgate Mall.

As a male, Abdulaziz can leave Saudi Arabia any time he wants. But Zarminah needed her father’s permission. Under pressure from U.S. embassy officials, his daughter and his new wife, Zarminah’s father finally relented: He bought her plane ticket and took her to the airport in Bahrain himself.

“My dad was telling us, ‘Your mom doesn’t want you,’ but we never believed it,” Zarminah said. “I’ve been crying for five years. But he’s my father, so I can’t get mad at my dad.”

For Mayes, it was surreal seeing her daughter after so many years.

“She was a little girl when she left me, and now she’s a woman,” Mayes said. “To all the mothers out there in the same situation, never give up hope, no matter how long it takes.”

Sara Jean Green: 206-515-5654 or sgreen@seattletimes.com

Copyright © 2007 The Seattle Times Company

Photo Credit: The Seattle Times

_____BEGIN ITALIAN TRANSLATION_____

Mamma Si Riunisce Con La Figlia Portata Via Quasi 14 Anni Fa
Di Sara Jean Green
Seattle Times staff reporter
12 Dicembre 2007
Traduzione Italiana di A.P.

Nel momento in cui ha individuato la giovane donna con un piumino color argento, Ginger Mayes ha urlato il nome di sua figlia ed è corsa verso la scala mobile, dimentica degli altri passeggeri che affluivano nella zona ritiro bagagli del Seattle-Tacoma International Airport.

Zarminah Al-Rabiah è scesa dalla scala mobile e si è gettata nelle braccia della madre. Le donne sono rimaste avvinghiate in un abbraccio che è durato minuti, singhiozzando e poi ridendo.

La ricongiunzione all’aeroporto martedì pomeriggio è stata la prima volta in cui Ginger Mayes ha visto sua figlia dopo quasi 14 anni, dal giorno in cui il suo ex-marito ha portato via di nascosto in Arabia Saudita Zarminah, la sorella più grande e il fratello più piccolo.

“Oh piccola, oh piccola mia, oh mio Dio, sei bella”, ha detto la Mayes stando di fronte alla figlia ventenne.

“Oh mamma”, le ha risposto Zarminah. “Ti voglio bene, mamma”.

Sebbene stanca per il viaggio di 24 ore dal Bahrain via Londra, Zarminah – vestita con un piumino color argento, jeans e un paio di ballerine con la punta aperta – non ha potuto nascondere la sua gioia di essere a casa negli Stati Uniti.

“Sono così felice – è la libertà, capisci?” ha detto Zarminah, che progetta di vivere con sua madre.

“Non avevo mai la libertà là. Ho indossato quella cosa nera per 14 anni…e davvero voglio camminare senza l’abaya”, ha detto Zarminah, facendo riferimento all’abbigliamento tradizionale che le donne saudite devono indossare in pubblico secondo le leggi islamiche della modestia. “Rispetterò l’Islam, ma non mi devo coprire”.

Secondo il Dipartimento della Giustizia statunitense, membri della famiglia sottraggono più di 200.000 bambini americani all’anno, sebbene non sia chiaro quanti vengono portati all’estero. E mentre oltre 60 paesi aderiscono alla Convenzione de L’Aia sulla Sottrazione Internazionale dei Bambini – che fornisce ai genitori un meccanismo legale per riunirsi ai figli – la Turchia è l’unico paese islamico aderente.

Mayes, 49 anni, di Lynnwood, ha raccontato di essersi innamorata del suo ex-marito a Norfolk, Va., dove lei lavorava e lui era di stanza con la marina saudita. Si sono sposati e la loro prima figlia, Rimah, è nata nel 1984 in Montana.

Il suo ex ha riportato Rimah in Arabia Saudita quando la bambina aveva 2 anni, abbandonando Mayes, che era incinta di Zarminah.

Zarminah è nata nel 1987; due anni dopo, Mayes ha accettato di dare un’altra opportunità al matrimonio e si è trasferita in Arabia Saudita con Zarminah e le due figlie avute dal primo matrimonio. Mentre era là, ha dato alla luce un figlio, Abdulaziz.

Secondo Mayes, un reporter di American TV e tre membri delle forze speciali della marina USA (Navy Seals) l’hanno aiutata a scappare dall’Arabia Saudita con i suoi cinque figli nel 1991. Ha divorziato dal marito l’anno seguente. Poi, un giorno del giugno 1994, mentre Mayes era fuori per acquisti a Helena, Mont., un membro della famiglia ha accettato come ricompensa 500 dollari dal suo ex-marito e lo ha portato dai figli, che erano nascosti da amici di famiglia, ha raccontato lei. Lui ha riportato in Arabia Saudita i suoi tre figli.

Mayes ha detto di non aver aver avuto idea di dove si trovassero i figli fino al 2005, quando ha incontrato un uomo online in Bahrain che aveva un nipote in Arabia Saudita. É saltato fuori che il nipote era amico del figlio di Mayes e le ha fatto avere un numero di telefono.

Rimah adesso è sposata e vive con suo marito e il figlio neonato, ha detto Mayes. Abdulaziz sta finendo le superiori ma progetta anche lui di riunirsi alla madre, che lavora al Toys R Us store del Northgate Mall.

In quanto maschio, Abdulaziz può lasciare l’Arabia Saudita quando vuole. Ma Zarminah aveva bisogno del permesso del padre. Messo sotto pressione dai funzionari dell’ambasciata americana, da sua figlia e dalla nuova moglie, il padre di Zarminah alla fine ha ceduto: le ha comprato il biglietto aereo e l’ha portata lui stesso all’aeroporto in Bahrain.

“Mio padre ci diceva ‘La mamma non vi vuole’, ma non ci abbiamo mai creduto”, ha detto Zarminah. “Ho pianto per cinque anni. Ma lui è mio padre, perciò non posso arrabbiarmi con mio padre”.

Per Mayes, è stato surreale vedere la figlia dopo così tanti anni.

“Era una bambina quando mi ha lasciata, e adesso è una donna”, ha detto Mayes. “A tutte le madri che si trovano nella stessa situazione, voglio dire di non smettere mai di sperare, non importa quanto tempo ci vorrà”.

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Published by

Tara Umm Omar

American married to a Saudi.

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